LINK a video: buco nero
A guardare in giro ce ne sono molti di più di quelli che sembra …
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Buchi neri
giovedì, 4 novembre 2010Gioco ‘legale’
giovedì, 28 ottobre 2010
Cartello per favorire il gioco ‘legale’.
A ciascuno il suo precipizio 1°
giovedì, 21 ottobre 2010
Link a VIDEO: lanci in un abisso svizzero
C’è gente che per proprio piacere si butta dall’orlo dei precipizi veri per verificare se e come è davvero invulnerabile come spera. Il piacere, credo, deriva dal mettersi in condizioni di rischio mortale e scamparla. Ma se non viene documentato, non conta. Ecco perché ci si mette una telecamera sulla testa e altrove. Ogni punto di vista documenta e rivela un livello dell’esperienza. Niente esiste per sè stessi se non è visto anche da altri, quindi se non è documentato. you tube è il luogo (virtuale) che rende reale la realtà purché videoripresa, proprio perché condivisa. Più sei cliccato e più sei vero.
Il piacere vero non è tanto nell’ebbrezza del precipitare ma (solo così) scoprire cose impossibili da osservare altrimenti. Ognuno sceglie i precipizi che preferisce, uno vale l’altro. I giovinotti nel video scelgono le montagne svizzere, ma ciascuno di noi, in fondo, ogni giorno fa praticamente la stessa cosa: ci lanciamo oltre i nostri limiti fiduciosi nella nostra tecnologia, esperienza, capacità di controllo, ecc. Ogni giorno, tutti i giorni.
Europa: Alfa tra i primi tre
sabato, 26 luglio 2008Nel 2007 il Modulo ALFA è stato utilizzato come tecnica di riferimento nei gruppi trans/nazionali nell’ambito di un progetto europeo (ESPA Emergency Stress Psicologichal Assistance), in gruppi sperimentali di Professionisti e Volontari di Protezione Civile (circa 150 persone). ESPA ha dimostrato che si può riprodurre l’esperienza di Alfa formando in breve tempo operatori capaci di condurre, presso le proprie organizzazioni, momenti di elaborazione dello stress in autonomia, con efficacia e gradimento da parte dei partecipanti, con la supervisione (anche remota), di psicologi e psicoterapeuti professionisti.
Il Modulo Alfa è una tecnica originale che integra esperienze provenienti da varie tradizioni psicoterapeutiche utili all’elaborazione degli effetti negativi dello stress prima, durante e dopo eventi traumatici. Il progetto Alfa origina dalle numerose sperimentazione formative e dalle risultanze di 25 corsi di formazione in particolare per i vigili del fuoco italiani a cura di G. Ciancio e Mario Ambrogi. I corsi sono stati ideati e applicati in coerenza con i risultati di una ricerca/intervento partecipante nei vigili del fuoco italiani dal 1996 al 2000 su campione significativo di 1500 persone di tutto il territorio italiano (La triade del Soccorso, ed. FP a cura di G.Ciancio e M. Ambrogi vedi www.ipse.it). Alle ricerche hanno partecipato varie cattedre universitarie ( p.e. Prof. Claudio Neri Facoltà Psicologia 1° Università “La Sapienza” di Roma (www.funzionegamma.edu). E’ stato sperimentato come Modulo formativo nel 2001 nei Vigili del Fuoco Italiani, nel percorso di supporto psicologico “Tra Pari per Pari”, nell’ambito di corsi e percorsi di formazione di igiene del lavoro a cura della Medicina del Lavoro e Formazione Sanitaria dei Vigili del Fuoco italiani con circa 350 persone. Alfa è stato inoltre sperimentato presso corsi di Alta Formazione per Psicologi per l’emergenza e nei Master per Di.Ma. (Disaster Manager del Formez), nei gruppi di formazione di Volontari di Servizio Civile (300 persone). Attualmente viene utilizzato in una equipe interdisciplinare dell’ambulatorio per la 194 dell’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma e nei corsi per la sicurezza di Responsabile Servizio Prevenzione Protezione e Rappresentante Lavoratori Sicurezza. Complessivamente a interessato circa 2.500 persone di varie professionalità del mondo delle helping profession, provenienti da più parti del territorio nazionale, operativi, amministrativi e dirigenti, professionisti e volontari (www.ipse.it ).
ALFA: Psicologia della Resilienza e Normodinamica
sabato, 19 luglio 2008ALFA si inscrive quindi all’interno della ‘psicologia della resilienza’ perché valorizza le capacità spontanee di attraversare le situazioni di difficoltà, di conflitto, di dolore che ogni storia di vita naturalmente e inevitabilmente contiene. La resilienza è la capacità di recuperare un equilibrio, nononstante tutto, di tornare a vivere e a crescere. La resilienza può essere sollecitata se si sostengono le forze spontanee di auto-guarigione dell’individuo, del gruppo e dell’organizzazione facendo leva sulle dinamiche profonde e inconsapevoli ma coerenti con i miti e gli archetipi principali e le dimensioni di identità e di valori emozionali di base del gruppo e dell’individuo orientati alla vita e alla sua naturale evoluzione. Ecco perché ALFA privilegia tecniche naturali e alla portata di tutti, capaci di favorire uno stato di quieta fluttuazione e libera associazione: il sogno, il racconto, il gruppo conviviale. Ecco perché i gruppi ALFA possono essere efficacemente condotti, nei limiti delle regole del setting, anche da persone meno esperte dei professionisti che si limitano a ruoli di coordinamento e supervisione.
Alfa è innanzitutto un punto di vista di osservazione degli effetti negativi sull’individuo dello stress, del trauma e dei traumatismi ad esso connessi. E’ un punto di vista e quindi una logica di intervento per l’organizzazione, orientato a sollecitare e diffondere il sostegno psicologico ed emozionale pari-tra-pari. In altre parole: la leva terapeutica e curativa ha come fulcro il gruppo dei pari e non lo specialista che, a differenza di altre logiche e tecniche terapeutiche, non si pone come polo della dinamica psicologica ed emozionale ma si limita, si fa per dire, a mantenere il contesto di intervento entro regole di ascolto, rispetto e non giudizio, in un tempo e in uno spazio riservato e protetto, in modo che ciascuno resti competente per la propria vita e, come tale artefice e protagonista della necessaria evoluzione attraverso ‘anche’ l’evento traumatico che lo ha travolto, quale esso sia.
La previsione segreta di Prometeo
martedì, 11 marzo 2008“…..Zeus se ne stia pur seduto con tracotanza fidando nel rombo celeste, e agitando tra le mani il dardo spirante fuoco….Per nulla ciò basterà ad impedire che egli cada ignobilmente……tale è l’antagonista …..costui scoprirà una fiamma più potente del fulmine”indi
Dualità e tempo: onde theta (2)
sabato, 12 gennaio 2008
Da: Archetipi di Ellémire Zolla, Tascabili Marsilio Saggi pag.23
... “La meditazione di una mente in alfa è un prologo al viaggio verso il mondo dove si formano i sogni. Procedendo più addentro in se stessi, dopo il piano della terra e dell’acqua, si attinge quello dell’aria, ed emanano onde theta, la lancetta dei minuti ora procede a balzi, e a tratti par ferma. Si incomincia a cadere in estasi, si attinge una significatività aldilà dei significati, una realtà aldilà delle forme e dei nomi, da cui forme e nomi, immagini e parole, promanano.
A questo punto può svilupparsi la facoltà sciamanica: si alterna da una banda d’onde all’altra, lasciandosi possedere deliberatamente da nomi e forme, senza mai smarrire la capacità testimoniale.
Lucidità e possessione si combinano ora l’una con l’altra; lo sciamano entra ed esce dalla transe a volontà, a seconda del ruolo prescelto, di guaritore, giudice, domatore, condottiero, indovino, poeta.Ma è anche possibile l’estasi di quiete: si attinge il silenzio e il vuoto, il mondo esterno e l’interiore si compenetrano, gli eventi diventano coincidenze, sincronismi.
Ora il tempo si ferma. Ciò che è più intimo all’uomo è la sua percezione del tempo, ma il tempo non è tutto, benché includa lo spazio: un’astronave più veloce della luce farebbe arretrare il tempo. Quando si effondono onde theta o, ancor più, onde delta, la lancetta dei minuti si blocca. L’esperienza metafisica si situa nel l’intervallo fra gli scatti del tempo, nella pausa fra i battiti del polso.
Se il tempo è la misura del movimento, quando non lo misuriamo, non esiste.
Se il tempo è la coscienza del flusso delle idee, via via che la loro densità aumenta, l’eternità si approssima.
I bambini prima si accorgono del ritmo e dell’energia dei movimenti, e soltanto in seguito del tempo come tale.
Nella meditazione profonda i conflitti diventano insignificanti e cessano, e così cessa il tempo, che altro non è che la lizza dei due opposti, passato e futuro. Nell’esperienza metafisica essi si sciolgono nell’infinito presente, che è l’apice di ogni sequenza temporale, la soluzione di tutti i problemi legati al tempo, il lampo della conoscenza in cui conoscitore e conosciuto, passato e futuro, si fondono nel conoscere. Questa fusione è la spiegazione di tutto.”
cenni storici ALFA: le origini
giovedì, 20 dicembre 2007Cenni sulle origini del modulo ALFA di Giovanni Ciancio e Mario Ambrogi
Il Modulo Alfa è stato ideato da Giovanni Ciancio e diffuso, nell’ambito del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, con la supervisione di Pierluigi Fortezza[1] nel 2003. ALFA origina dalle numerose sperimentazione formative e dalle risultanze dei corsi di formazione per i VVF italiani, ideati e applicati da un gruppo di studio denominatosi FORONEO, istituito con Decreto Ministeriale della Direzione Generale dei Servizi Antincendi e Protezione Civile del Ministero dell’Interno. scarica cenni-origini-alfa.pdf
[1] P. Fortezza, psichiatra e medico del lavoro. Attuale dirigente della Medicina del Lavoro e Formazione Sanitaria dei Vigili del Fuoco italiani.


