
Variante della sindrome del cavaliere che balza a cavallo e parte per tutte le direzioni.

Variante della sindrome del cavaliere che balza a cavallo e parte per tutte le direzioni.


All’uscita del portone di casa mia.
Sui muri del quartiere Pigneto, a Roma, appaiono variazioni sul tema di questi disegni.
E io ne vado alla caccia.
La fotografia non è storta: il pezzo di compensato è stato prima scritto e poi usato per copreire un buco nelle protezioni di un cantiere edile.
A me quasi piace più così.
Sul muro di una scuola, vicino casa mia.
Se l’inconscio esiste davero ha questa bellezza, forma e silenzio.

Lo schizzo è di Andrea Pazienza, me l’ha inviato un amico. Francamente stento a capire cosa abbia voluto dire, però lo trovo comunque bellissimo. Ciao Andrea, ci manchi.

Link a VIDEO: watch?v=mX0F04v3QKE
Il primo video ha suggerito soluzioni comode: si sale in treno, a piedi o in elicottero. Ore per salire e istanti per scendere. Ritrovarsi in tanti lungo lo stesso orlo fa sentire tutti meno ridicoli o pazzi. Gettarsi in coppia e sfiorare la montagna rende l’impresa quasi comprensibile, di nuovo secondo la logica della condivisione.
Il primo video è ebbrezza e musica, ma è nel secondo che si può scoprire qualcosa di interessante davvero: la telecamera inquadra non l’abisso ma la faccia, perché mentre precipito non faccio mai in tempo ad accorgermene veramente. Che faccia ho quando vado giù di testa?
Ps: è confortante scoprire che tra gli sponsor c’è anche la ditta che produce le telecamere full HD che funzionano anche se il paracadute (talvolta) non funziona. Perché su you tube ci sono anche i lanci falliti.
L’indimenticabile testo dei Genesis come indimenticabile sei tu
Indi
Firth Of Fifth (titolo intraducibile)
Il cammino è chiaro
Sebbene nessun occhio può vedere
Il corso tracciato molto tempo fa.
E così con dei e uomini
Le pecore rimangono nel loro recinto,
Sebbene molte volte hanno visto il modo di andarsene.
Cavalca maestoso
Passa case di uomini
Che non fanno caso oppure fissano con gioia,
Per vedere là riflessi
Gli alberi, il cielo, i bei lillà,
La scena di morte si stende appena sotto.
La montagna taglia fuori la città dalla vista,
Come un cancro rimosso da perizia.
Lascialo che si riveli.
Una cascata, suo madrigale.
Un mare interno, sua sinfonia.
Canzoni di ninfe.
Urgono i navigatori
Finché vengono adescati dal grido delle sirene.
Ora mentre il fiume si dissolve in mare,
Cosi Nettuno ha rivendicato un'altra anima.
E così con dei e uomini
Le pecore rimangono dentro il loro recinto,
Finché il Pastore guiderà il suo gregge lontano.
Le sabbie del tempo erose dal
Fiume di costante cambiamento.