
L’uomo deve molto al fuoco se è riuscito a sopravvivere, a vincere le tenebre della notte ‘allungando’ le giornate, a forgiare utensili, a cacciare e cuocere gli animali, a nutrirsi sviluppando, proprio con il cibo, le sue prime ambivalenze simboliche, insomma, grazie al fuoco l’uomo diventa ‘tecnico’. Il fuoco è stato, nella storia dell’uomo. rigeneratore, purificatore, fuoco nuovo, mediatore, fecondatore.
Ma un altro elemento ha accompagnato l’uomo nel suo cammino culturale, religioso, sociale e politico: l’acqua, senza la quale, la produzione del cibo sarebbe impossibile. I nostri antenati non hanno dovuto lottare per il possesso dell’acqua, così come hanno fatto, invece, per il fuoco.
A giudicare dalle testimonianze di numerosi media, pare, che tale incombenza spetterà ai nostri nipoti. Così come pare che una guerra per il possesso dell’acqua sia già iniziata in qualche parte del mondo. Guerre che V. Shiva (op.cit.) distingue in guerre paradigmatiche (su come percepiamo e viviamo l’esperienza dell’acqua) e guerre tradizionali combattute con le consuete feroci modalità.L’acqua sembra essere stato l’originario elemento che abbiamo popolato prima di divenire animali terrestri e la nostra origine acquatica sembra essere stata, da sempre, riconosciuta da tutte le culture che hanno popolato la terra. Il principio sembra ritrovarsi nell’acqua. Noi veniamo al mondo perché protetti dall’acqua che ci nutre e ci contiene. Forse è nel liquido amniotico che inizia un patto fra l’uomo e questo elemento destinato a costituire il 70% del nostro organismo.Allungato nelle immensità oceaniche che ne testimoniano la sua magnificenza e grandiosità. Un elemento così immanente con il quale abbiamo costruito un rapporto insieme mistico e utilitaristico e anche qui ambivalente.
L’acqua è la pioggia che cade sui campi, è la fonte che disseta. L’acqua purifica il corpo da malattie e umori nocivi, permette gli scambi e i commerci che si svolgono sul mare, l’incontro e lo scambio tra culture e, nel contempo, una barriera a volte insormontabile per comunicare. L’acqua è, anche, il diluvio universale che cancella l’uomo dalla faccia della terra, l’acqua è il Tevere che straripa, l’Arno che allaga Firenze, che cambia il volto di Sarno, che distrugge parte dell’Asia. Essa è vita ma se è troppa o troppo poca può diventare una minaccia. Durante le numerose matrici di Social Dreaming che il Prof. C. Neri ha tenuto nei vigili del fuoco italiani, il tema dell’acqua appare per la prima volta nella Settima matrice nei sogni di Alex. Un sogno, che conferisce all’acqua un valore negativo.
L’Ottava matrice, invece, con il sogno di Alex testimonia l’inversione del segno da negativo a positivo: ‘Mi trovavo su un campo: dal colore della terra e dal terreno molle, capivo che la terra era stata arata. La terra invernale era stata rotta e sollevata, perché in superficie c’era la parte di sotto della zolla. Io affondavo la pala e dopo poco trovavo l’acqua. Una volta trovata l’acqua dicevo: ‘Ecco, metto un segno quì. Una parte del lavoro era stata fatta. Contavo di ritornarci successivamente’.
Ritorna con Cinzia nella Decima matrice: ‘ho sognato che il Tevere era straripato. Io camminavo nell’acqua, molto tranquilla, come se non fosse successo niente’. Come il fuoco anche l’acqua è legata ad una simbologia ricca di divinità, miti, leggende, luoghi sacri e figure misteriose che incarnano di volta in volta gli aspetti particolari di questo elemento e la sua centralità nella vita dell’uomo. In tutte le cosmogonie antiche è l’acqua che dà origine al mondo, spesso con la prevalenza del fattore femminile a sottolineare la fecondità dell’acqua stessa (Shiva per esempio).
L’acqua è anche simbolo di purezza e di rinascita spirituale liberando l’anima dalle macchie terrene, così come purifica il corpo liberandolo da infezioni e malattie. Non a caso il battesimo cristiano è l’emblema della purificazione dell’anima. L’acqua è, infine, simbolo di fertilità, elemento indispensabile al sostentamento e al nutrimento. Sono nate così le divinità del mare, di fonti, laghi e fiumi che gli uomini hanno pregato e pregano, e a cui fanno sacrifici per propiziarsi prosperità e nutrimento. (sito citato). L’acqua è la matrice della cultura, la base della vita, è un augurio di prosperità e abbondanza, al centro del benessere materiale e culturale di tutto il mondo. Il nome stesso dell’India deriva dal grande fiume Indo, dice Vandana Shiva (op.cit).
Baluardo contro il fuoco in ragione della sua stessa esistenza. Laddove il fuoco distrugge foreste, il ciclo dell’acqua conosce un arresto. Gli alberi distrutti, non possono più fungere da dighe naturali, trattenere l’acqua e rilasciarla lentamente sotto forma di sorgenti e ruscelli. Sparite le foreste, aumentano frane e alluvioni. Gli esoterici sostengono che il fuoco e l’acqua rappresentano il Solstizio d’estate il momento in cui si aprono le porte del Regno delle Acque Superiori, il regno della Luna e delle forze che la Grande Madre rappresenta. Intorno a questa data sogno e realtà si confondono poiché il mondo conscio, rappresentato dal Sole, e quello inconscio, rappresentato dalla Luna, sono messi in comunicazione.’ A presiedere la ricorrenza è il dio romano Giano Bifronte, con una faccia rivolta verso il passato (arti – giano) e con un’altra rivolta al futuro. Giano è, a volte, raffigurato con una chiave, l’Acqua, in una mano e un bastone, il Fuoco, nell’altra’. Nella mistica cristiana l’acqua e il fuoco sono entrambi utilizzati per battezzare dice il Battista ‘io battezzo in acqua coloro che si pentono dei propri peccati, ma sta arrivando qualcuno molto più grande di me, così grande che io non son degno neanche di portargli i sandali! Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco’ L’acqua simbolo delle forze dell’Invisibile e dell’Inconscio. Il fuoco simbolo del controllo, della ragione e della consapevolezza. Indi
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