Archivi per la categoria ‘Tecniche’

A ciascuno il suo precipizio 1°

giovedì, 21 ottobre 2010
coyote5

Link a VIDEO: lanci in un abisso svizzero 
C’è gente che per proprio piacere si butta dall’orlo dei precipizi veri per verificare se e come è davvero invulnerabile come spera. Il piacere, credo, deriva dal mettersi in condizioni di rischio mortale e scamparla. Ma se non viene documentato, non conta. Ecco perché ci si mette una telecamera sulla testa e altrove. Ogni punto di vista documenta e rivela un livello dell’esperienza. Niente esiste per sè stessi se non è visto anche da altri, quindi se non è documentato. you tube è il luogo (virtuale) che rende reale la realtà purché videoripresa, proprio perché condivisa. Più sei cliccato e più sei vero. 
Il piacere vero non è tanto nell’ebbrezza del precipitare ma (solo così) scoprire cose impossibili da osservare altrimenti. Ognuno sceglie i precipizi che preferisce, uno vale l’altro.  I giovinotti nel video scelgono le montagne svizzere, ma ciascuno di noi, in fondo, ogni giorno fa praticamente la stessa cosa: ci lanciamo oltre i nostri limiti fiduciosi nella nostra tecnologia, esperienza, capacità di controllo, ecc. Ogni giorno, tutti i giorni.

crasch test: provare per credere…

giovedì, 21 ottobre 2010

memory card testing

 

Link a VIDEO : Memory Card Testing: Overkill Edition 
Come testare qualcosa? Il video però è anche un gioco per chi guarda, un test che comincia così: “… e se capitasse a me? se quella card fossi io?” Cosa vi fa più impressione? Cosa dice questo di voi?
Prendetevi un attimo e pensateci un po’ sopra. E’ il momento davvero.

Europa: Alfa tra i primi tre

sabato, 26 luglio 2008

espa logo 
Il progetto ESPA, insieme ad altri due, è stato scelto, nel mese di giugno 2008,
come progetto di eccellenza tra i 27 partecipanti nel 2007.

 Nel 2007 il Modulo ALFA è stato utilizzato come tecnica di riferimento nei gruppi trans/nazionali nell’ambito di un progetto europeo (ESPA Emergency Stress Psicologichal Assistance), in gruppi sperimentali di Professionisti e Volontari di Protezione Civile (circa 150 persone). ESPA ha dimostrato che si può riprodurre l’esperienza di Alfa formando in breve tempo operatori capaci di condurre, presso le proprie organizzazioni, momenti di elaborazione dello stress in autonomia, con efficacia e gradimento da parte dei partecipanti, con la supervisione (anche remota), di psicologi e psicoterapeuti professionisti.

Il Modulo Alfa è una tecnica originale che integra esperienze provenienti da varie tradizioni psicoterapeutiche utili all’elaborazione degli effetti negativi dello stress prima, durante e dopo eventi traumatici.  Il progetto Alfa origina dalle numerose sperimentazione formative e dalle risultanze di 25 corsi di formazione in particolare per i vigili del fuoco italiani a cura di G. Ciancio e Mario Ambrogi. I corsi sono stati ideati e applicati in coerenza con i risultati di una ricerca/intervento partecipante nei vigili del fuoco italiani dal 1996 al 2000 su campione significativo di 1500 persone di tutto il territorio italiano (La triade del Soccorso, ed. FP a cura di G.Ciancio e M. Ambrogi vedi www.ipse.it). Alle ricerche hanno partecipato varie cattedre universitarie ( p.e. Prof. Claudio Neri Facoltà Psicologia 1° Università “La Sapienzadi Roma (www.funzionegamma.edu).  E’ stato sperimentato come Modulo formativo nel 2001 nei Vigili del Fuoco Italiani, nel percorso di supporto psicologico “Tra Pari per Pari”, nell’ambito di corsi e percorsi di formazione di igiene del lavoro a cura della Medicina del Lavoro e Formazione Sanitaria dei Vigili del Fuoco italiani con circa 350 persone.   Alfa è stato inoltre sperimentato presso corsi di Alta Formazione per Psicologi per l’emergenza e nei Master per Di.Ma. (Disaster Manager del Formez), nei gruppi di formazione di Volontari di Servizio Civile (300 persone). Attualmente viene utilizzato in una equipe interdisciplinare dell’ambulatorio per la 194 dell’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma e nei corsi per la sicurezza di Responsabile Servizio Prevenzione Protezione e Rappresentante Lavoratori Sicurezza. Complessivamente a interessato circa 2.500 persone di varie professionalità del mondo delle helping profession, provenienti da più parti del territorio nazionale, operativi, amministrativi e dirigenti, professionisti e volontari (www.ipse.it  ).

ALFA: Psicologia della Resilienza e Normodinamica

sabato, 19 luglio 2008

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Paolo Menghi

Il Modulo Alfa (e l’Istituto IPSE), riconosce la propria ispirazione nella visione e nelle tecniche definite ‘Normodinamica’ introdotte da Paolo Menghi (Istituto MANDALA, Roma 1990). Il suo lavoro valorizza l’attrito e l’errore come spazio di ricerca e non solo di sofferenza, l’attrito come luogo di risveglio e consapevolezza, occasione e opportunità di fare scelte autonome e non solo reattive nei percorsi e nelle traiettorie di vita degli individui e dei sistemi.

ALFA si inscrive quindi all’interno della ‘psicologia della resilienza’ perché valorizza le capacità spontanee di attraversare le situazioni di difficoltà, di conflitto, di dolore che ogni storia di vita naturalmente e inevitabilmente contiene. La resilienza è la capacità di recuperare un equilibrio, nononstante tutto, di tornare a vivere e a crescere. La resilienza può essere sollecitata se si sostengono le forze spontanee di auto-guarigione dell’individuo, del gruppo e dell’organizzazione facendo leva sulle dinamiche profonde e inconsapevoli ma coerenti con i miti e gli archetipi principali e le dimensioni di identità e di valori emozionali di base del gruppo e dell’individuo orientati alla vita e alla sua naturale evoluzione. Ecco perché ALFA privilegia tecniche naturali e alla portata di tutti, capaci di favorire uno stato di quieta fluttuazione e libera associazione: il sogno, il racconto, il gruppo conviviale. Ecco perché i gruppi ALFA possono essere efficacemente condotti, nei limiti delle regole del setting, anche da persone meno esperte dei professionisti che si limitano a ruoli di coordinamento e supervisione.

Alfa è innanzitutto un punto di vista di osservazione degli effetti negativi sull’individuo dello stress, del trauma e dei traumatismi ad esso connessi. E’ un punto di vista e quindi una logica di intervento per l’organizzazione, orientato a sollecitare e diffondere il sostegno psicologico ed emozionale pari-tra-pari. In altre parole: la leva terapeutica e curativa ha come fulcro il gruppo dei pari e non lo specialista che, a differenza di altre logiche e tecniche terapeutiche, non si pone come polo della dinamica psicologica ed emozionale ma si limita, si fa per dire, a mantenere il contesto di intervento entro regole di ascolto, rispetto e non giudizio, in un tempo e in uno spazio riservato e protetto, in modo che ciascuno resti competente per la propria vita e, come tale artefice e protagonista della necessaria evoluzione attraverso ‘anche’ l’evento traumatico che lo ha travolto, quale esso sia.

La previsione segreta di Prometeo

martedì, 11 marzo 2008

 “…..Zeus se ne stia pur seduto con tracotanza fidando nel rombo celeste, e agitando tra le mani il dardo spirante fuoco….Per nulla ciò  basterà ad impedire che egli cada ignobilmente……tale è l’antagonista …..costui scoprirà una fiamma più potente del fulmine”indi

 fuoco-il-figlio-del-legno.pdf

l’acqua e i sogni dei pompieri

sabato, 1 marzo 2008

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L’uomo deve molto al fuoco se è riuscito a sopravvivere, a vincere le tenebre della notte ‘allungando’ le giornate, a forgiare utensili, a cacciare e cuocere gli animali, a nutrirsi sviluppando, proprio con il cibo, le sue prime ambivalenze simboliche, insomma, grazie al fuoco l’uomo diventa ‘tecnico’. Il fuoco è stato, nella storia dell’uomo. rigeneratore, purificatore, fuoco nuovo, mediatore, fecondatore.

Ma un altro elemento ha accompagnato l’uomo nel suo cammino culturale, religioso, sociale e politico: l’acqua, senza la quale, la produzione del cibo sarebbe impossibile.  I nostri antenati non hanno dovuto lottare per il possesso dell’acqua, così come hanno fatto, invece, per il fuoco.

A giudicare dalle testimonianze di numerosi media, pare, che tale incombenza spetterà ai nostri nipoti. Così come pare che una guerra per il possesso dell’acqua sia già iniziata in qualche parte del mondo. Guerre che V. Shiva (op.cit.) distingue in guerre paradigmatiche (su come percepiamo e viviamo l’esperienza dell’acqua) e guerre tradizionali combattute con le consuete feroci modalità.L’acqua sembra essere stato l’originario elemento che abbiamo popolato prima di divenire animali terrestri e la nostra origine acquatica sembra essere stata, da sempre, riconosciuta da tutte le culture che hanno popolato la terra.  Il principio sembra ritrovarsi nell’acqua. Noi veniamo al mondo perché protetti dall’acqua  che ci nutre e ci contiene. Forse è nel liquido amniotico che inizia un patto fra l’uomo e questo elemento destinato a costituire il 70% del nostro organismo.Allungato nelle immensità oceaniche che ne testimoniano la sua magnificenza e grandiosità. Un elemento così immanente con il quale abbiamo costruito un rapporto insieme mistico e utilitaristico e anche qui ambivalente. 

L’acqua è la pioggia che cade sui campi, è la fonte che disseta. [1] L’acqua purifica il corpo da malattie e umori nocivi, permette gli scambi e i commerci che si svolgono sul mare, l’incontro e lo scambio tra culture e, nel contempo, una barriera a volte insormontabile per comunicare.  L’acqua è, anche, il diluvio universale che cancella l’uomo dalla faccia della terra, l’acqua è il Tevere che straripa, l’Arno che allaga Firenze, che cambia il volto di Sarno,[2] che distrugge parte dell’Asia. Essa è vita ma se è troppa o troppo poca può diventare una minaccia. Durante le numerose matrici di Social Dreaming che il Prof. C. Neri ha tenuto nei vigili del fuoco italiani, il tema dell’acqua appare per la prima volta nella Settima matrice nei sogni di Alex. Un sogno, che conferisce all’acqua un valore negativo.  

L’Ottava matrice, invece, con il sogno di Alex testimonia l’inversione del segno da negativo a positivo: ‘Mi trovavo su un campo: dal colore della terra e dal terreno molle, capivo che la terra era stata arata. La terra invernale era stata rotta e sollevata, perché in superficie c’era la parte di sotto della zolla. Io affondavo la pala e dopo poco trovavo l’acqua. Una volta trovata l’acqua dicevo: ‘Ecco, metto un segno quì. Una parte del lavoro era stata fatta. Contavo di ritornarci successivamente’.

Ritorna con Cinzia nella Decima matrice: ‘ho sognato che il Tevere era straripato. Io camminavo nell’acqua, molto tranquilla, come se non fosse successo niente’. Come il fuoco anche l’acqua è legata ad una simbologia ricca di divinità, miti, leggende, luoghi sacri e figure misteriose che incarnano di volta in volta gli aspetti particolari di questo elemento e la sua centralità nella vita dell’uomo. In tutte le cosmogonie antiche è l’acqua che dà origine al mondo, spesso con la prevalenza del fattore femminile a sottolineare la fecondità dell’acqua stessa (Shiva per esempio).

L’acqua è anche simbolo di purezza e di rinascita spirituale liberando l’anima dalle macchie terrene, così come purifica il corpo liberandolo da infezioni e malattie. Non a caso il battesimo cristiano è l’emblema della purificazione dell’anima.  L’acqua è, infine, simbolo di fertilità, elemento indispensabile al sostentamento e al nutrimento. Sono nate così le divinità del mare, di fonti, laghi e fiumi che gli uomini hanno pregato e pregano, e a cui fanno sacrifici per propiziarsi prosperità e nutrimento. (sito citato). L’acqua è la matrice della cultura, la base della vita, è un augurio di prosperità e abbondanza, al centro del benessere materiale e culturale di tutto il mondo. Il nome stesso dell’India deriva dal grande fiume Indo, dice Vandana Shiva (op.cit). 

Baluardo contro il fuoco in ragione della sua stessa esistenza. Laddove il fuoco distrugge foreste, il ciclo dell’acqua conosce un arresto. Gli alberi distrutti, non possono più fungere da dighe naturali, trattenere l’acqua e rilasciarla lentamente sotto forma di sorgenti e  ruscelli. Sparite le foreste, aumentano frane e alluvioni. Gli esoterici sostengono che il fuoco e l’acqua rappresentano il Solstizio d’estate il momento in cui si aprono le porte del Regno delle Acque Superiori, il regno della Luna e delle forze che la Grande Madre rappresenta. Intorno a questa data sogno e realtà si confondono poiché il mondo conscio, rappresentato dal Sole, e quello inconscio, rappresentato dalla Luna, sono messi in comunicazione.’[3]  A presiedere la ricorrenza è il dio romano Giano Bifronte, con una faccia rivolta verso il passato (arti – giano) e con un’altra rivolta al futuro. Giano è, a volte, raffigurato con una chiave, l’Acqua, in una mano e un bastone, il Fuoco, nell’altra’.  Nella mistica cristiana l’acqua e il fuoco sono entrambi utilizzati per battezzare dice il Battista ‘io battezzo in acqua coloro che si pentono dei propri peccati, ma sta arrivando qualcuno molto più grande di me, così grande che io non son degno neanche di portargli i sandali! Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco’[4] L’acqua simbolo delle forze dell’Invisibile e dell’Inconscio. Il fuoco simbolo del controllo, della ragione e della consapevolezza. Indi


www.acqua-buonpernoi.it

 Alluvione di Firenze del 1966. Alluvione di Sarno in provincia di Salerno 1998

 www.larosenoire.it

La Bibbia, Matteo 3

scenario storico di ALFA

giovedì, 28 febbraio 2008

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Nella lunga ricerca delle esperienze di sostegno psicologico per soccorritori in Italia, svolte in altri ambiti professionali, ci siamo imbattuti, e non senza sorpresa, nella scoperta che forme di sostegno psicologico su scenari calamitosi, rivolte a popolazioni civili, erano già stata sperimentate in Italia, fin dal 1908 subito dopo il famoso terremoto e maremoto di Messina. Indi scarica lo scenario-storico-di-alfa.pdf

Gallia est omnis divisa in partes tres

martedì, 12 febbraio 2008

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 Ponderabile imponderabile ed evanescente

Ponderabile: è l’ambito della misurazione e della dimensione misurative, lineari e meccanicistiche. La ponderabilità è ciò che sostiene l’illusione della prevedibilità.
Su di essa fanno conto i ferramenta (per le serrature e sistemi di allarme), i bigliettai e gli ingegneri che infatti sono gli unici a progettare e costriure ponti che raramente crollano. E questo è un bene.
Alla base della ponderabilità c’è il numero, il numero come astrazione della cosa. Se il numero rappresenta la cosa ma si scorda di tornare di carne e sangue rende le malattie rare davvero mortali perchè non conviene investire nella ricerca di rimedi remunerativi. E questo non è un bene.
L’illusione della ponderabilità applicata alle organizzazioni ha prodotto il milanesimo formativo dei consulenti di formazione con giacca e cravatta da pinguini, rassegratori organizzativi (che Dio li maledica), particolarmente efficaci nei call centre dove per essere licenziato devi essere come minimo laureato e chiedere ‘…in che cosa posso essere utile?’ come se davvero fosse inevitabile. Il ponderabile lo riconosci perchè lo circoscrive nell’efficacia-efficienza a prescindere dalle persone e ha come complementare in ambito medico nell’idea che il male è dentro di te e agisce attraverso oggettivazioni tecnologiche (… hai fatto le analisi? )

Imponderabile: è il cavallo nero di Platone, in coppia a quello bianco (ll ponderabile). ad esso complementare e rappresenta l’irrequietezza, l’imprevedibile, l’isitinto contrapposto alla razionalità. Non a caso nera è la cavalcatura di Zorro e non del Principe azzurro. Il Principe azzurro è la imprevedibilità prevedibile, il lieto fine per i cretini. Zorro, a cui basta una mite mascherina per diventare irriconoscibile persino a suo padre, si veste di nero come il suo cavallo perché agisce per associazioni imprevedibili ma più opportune, risponde a valori universali non egoici ma universali di liberazione dall’oppressione per tutti, valori di equità, libertà, e perciò fantasia. Zorro è l’eroe che non uccide ma umilia, sbeffeggia il nemico con il proprio logo sul culone del sergente Garcia, o nel taglio della cintura per svelarne i mutandoni.
L’imponderabile ha bisogno di voce e luce: è il lavoro degli psicologi, degli artisti, dei filosofi che sono capaci di metter nomi e parole là dove esse mancano o sono mute. Infatti la tecnica che li distingue è l’attraversamento della sofferenza per costruire lo spazio dentro di sè e la pietà per il dolore del mondo.

L’evanescente: ambito imponderabile ma trasvisibile, a chi ha occhi per guardare. Evidente se si coglie il punto di vista, l’angolatura e il controluce, come nella filigrana delle banconote o nei riflessi dello specchio. E’ il luogo da cui appare Zorro a salvarti o l’orco a divorarti o da cui ti minaccia terorizzandoti. È il luogo in cui si nasconde il Mobber che crea mobbing dentro di te, soprattutto in sua assenza. E’ ciò che attiva l’identificazione con il persecutore del Kapò (poveri…). E’ l’ambito dei religiosi, degli sciamani, il ‘…c’era una volta’ delle fiabe. Il luogo del davvero silenzioso.

Perciò basta così.

(per la serie: esiti di chiacchierate telefoniche tra mario e giovanni)