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accettare la diagnosi e cambiare la prognosi

Il registro tumori conta 365.000 casi all'anno. Ogni giorno in Italia vengono cioè diagnosticare 1.000 malattie neoplastiche.

Sarebbe perciò più corretto parlare di tumore al plurale: i tumori.
Per alcuni ancora non si trova una soluzione e l'esito è praticamente inevitabile. Per molti, tantissimi altri invece si può ottenere ottimi risultati se la diagnosi è precoce e la terapia è completa e corretta. E soprattutto se la terapia viene eseguita subito dopo la diagnosi e nel modo più preciso possibile.

Una diagnosi di tumore ormai non è più grave. In tantissimi casi è un serio campanello d'allarme che deve essere l'occasione per modificare, se possibile, innanzi tutto le condizioni che devono avere lo sviluppo. E poi immediatamente aggredirlo in ogni modo disponibile e ridurne lo sviluppo. Contemporaneamente è decisivo sostenere il corpo nella spontanea e potentissima capacità di autoriparazione e autoguarigione.

Come ha detto una mia paziente (è ormai cara amica): si deve accettare la diagnosi ma non la prognosi.

La "prognosi" è una ipotesi dell'andamento medio di una malattia che non tiene conto delle differenze individuali, della capacità di ciascuno di adattarsi e di reagire. Reagire significa attuare una trasformazione radicale e irreversibile che va nel modo più rapido e radicale possibile.

La prima trasformazione è nelle abitudini e nelle condizioni che forse sono tra le cause della malattia o che ne impediscono la cura. Abitudini alimentari per esempio: sospendere immediatamente una nutrizione che non è adatta alla situazione. Cambia però evitando il fai-da-te in cui sembra essere una buona idea il 'senza': senza zucchero, glutine, olio, uova, mozzarella, pasta, pane, salumi, formaggio, latte e carne ...

Il fai da te fa spesso più danni della dieta a casaccio perché non tiene conto delle esigenze nutrizionali specifiche: rivolgersi ad un nutrizionista esperto di diete oncologiche è la scelta giusta perché il sistema immunitario ha bisogno di sostanze che sono indispensabili per una specifica e completa reazione auto riparativa.

Accanto alle idee va modificato le reazioni automatiche che certe idee apparentemente giuste attivare o bloccare. Per esempio: cosa implica sapere che l'oncologia oggi prevede per la diagnosi di tumore il 60% di sopravvivenza?

E 'solo una casualità o ognuno di noi può fare qualcosa di utile e di decisivo per non lontano parte del restante 40%?

Un ottimo suggerimento è la biografia di un medico che ha attraversato l'esperienza della scoperta del proprio tumore cerebrale utilizzando fino in fondo le proprie competenze di specialista e ricercatore: David Servan-Screiber Anti cancro Pickwik edizioni è una lettura affascinante di una storia vera narrata da un punto di vista davvero speciale e forse unico nel suo genere.

Le statistiche orientano l'immaginazione aiutandoci a trovare buone ragioni per modificare abitudini considerate ovvie e radicate.

Ma le statistiche sono astrazioni e semplificazioni con le quali si può correre anche il rischio di distorsione la percezione della realtà perché si appiattiscono le differenze impedendo di cogliere caratteristiche specifiche, gli interessi di eventi che proprio perché non sono comprese sono mai esistiti o, peggio che non sono possibili.