Psicoterapia

Psicooncologia

Psicooncologia

Nelle cure oncologiche c’è ormai la consolidata evidenza dell’utilità di un accompagnamento e sostegno psicologico durante le cure tanto al paziente che ai suoi familiari.

La patologia oncologica e le sue cure possono essere davvero di difficile esecuzione: richiedono una costanza, una precisione e una complessità che mette tutti a dura prova. Le oscillazioni emozionali possono essere all’ordine del giorno e di grande intensità. A momenti di euforia possono seguire momenti di grande tristezza e una sensazione di devastante impotenza.

Occorre saper equilibrare queste oscillazioni e prendere il meglio da entrambe: se si riesce a trovare un equilibrio si scopre che anche se non si può fare tutto si può sempre fare molto, anzi moltissimo.

E’ importante sapere che è normale avere cambiamenti di umore durante le cure: modificano anche di molto lo stato d’animo, l’appetito, il sonno e tanti altri aspetti più delicati della nostra vita più intima.

Si generano come livelli distinti e separati di parole che non possono essere pronunciate e desideri che non vengono espressi: l’apparente normalità contiene ad un livello meno evidente grande tensione. E’ tutta energia che potrebbe essere messa in valore se resa esplicita, pronunciata e condivisa ma non sempre si riesce o si riesce a farlo senza temere di rendere le cose, se possibile, ancora più difficile.

Il fai-da-te può non essere sufficiente, specialmente se la sensibilità delle persone coinvolte è piuttosto raffinata e le informazioni non sono sufficientemente esplicite e chiare. Diventa difficile elaborare una reazione di resilienza efficace, come un’auto che proceda con il freno a mano tirato allo sforzo si aggiunge una resistenza e la negazione che questo conflitto di forze sia in corso.

L’esperienza di Psicoterapia in ambito Oncologico richiede un adattamento del setting Psicoterapeutico comunemente utilizzato: “ improvvisare, adattarsi e raggiungere lo scopo” sono le tre parole d’ordine prese in prestito dai marines come linee guida utili per affrontare l’estremo e tornare a casa. Tutto ciò che serve per raggiungere lo scopo, l’obiettivo condiviso su cui orientare ogni scelta e decisione.

L’obiettivo è la migliore qualità di vita per il paziente e per i suoi familiari.

Per esempio se necessario sarà lo Psicoterapeuta a recarsi presso l’abitazione o il centro clinico dov’è in cura il paziente perché in alcune fasi delle cure le sue forze saranno così scarse da indurlo a rinunciare a recarsi presso lo studio di Psicoterapia.

E’ preferibile recarsi a domicilio che non fare niente, anche se questo modifica entro certi limiti lo schema operativo di una Psicoterapia abituata a definire lo spazio dell’incontro nello spazio e nel tempo dello studio del professionista e non del paziente e della sua famiglia: l’utilità di una attività di contenimento e messa in valore di quanto avviene.

Prima diagnosi:
all’impatto della prima diagnosi e fino alla definizione di un percorso di cure coerente con il quadro istologico. E’ utile evitare o almeno ridurre decisioni affrettate per effetto dello spavento, ma anche reazioni di negazione e di fuga e l’affannosa ricerca di cure miracolose o medici tanto più difficili da raggiungere quanto più percepiti come risolutivi.

Recidiva:

le recidive sono tra i momenti più impegnativi nella filiera delle cure in oncologia. Sempre attese e sempre temute possono scompensare anche di molto i pazienti e i loro familiari. E’ importante intervenire quanto prima per avere maggiori opportunità di arrestare o arginare l’evolversi della patologia.
Ancora una volta è importante sostenere il paziente ma anche il suo sistema familiare per creare quanto più possibile un clima di armoniosa condivisione delle scelte di cura.

Fasi terminali:
le fasi terminali creano livelli distinti di verità e diverse condizioni di pressione su quanti sono direttamente o indirettamente coinvolti. Ci sono pazienti che vogliono conoscere ogni dettaglio clinico e al tri che preferiscono affidarsi agli oncologi e a qualche familiare o amico di loro fiducia. Il tempo di attesa può essere anche molto indefinito proprio per effetto dell’efficacia delle cure e diventa quindi necessario garantire per tutti una qualità di vita accettabile e condivisibile.
Recupero e ritorno alla normalità: anche dopo l’evento atteso il lutto può essere elaborato in modo che porti valore all’esistenza di quanti restano. Tanto più è possibile quanto meglio si sono attraversate le fasi precedenti, senza lasciare dubbi o rimpianti

Data

23 Gennaio 2015

Tags

psicooncologia, paziente